La Tempesta Dischi raccontata da Enrico Molteni

Enrico Molteni, bassista dei Tre Allegri Ragazzi Morti, racconta in un'intervista rilasciata alla Napier Academy La Tempesta Dischi, il collettivo di artisti da lui fondato nel 2000.

Enrico Molteni, bassista dei Tre Allegri Ragazzi Morti, racconta in un’intervista rilasciata alla Napier Academy La Tempesta Dischi, il collettivo di artisti da lui fondato nel 2000.

 

Enrico Molteni sarà uno degli speaker del Master in Marketing e Comunicazione per la Musica organizzato dalla Napier Academy a Milano. Enrico spiegherà agli studenti come funziona la più importante etichetta discografica indipendente italiana.

Se avessi a disposizione solo tre aggettivi per definire La Tempesta, quali sceglieresti e perché?

Indipendente – Perché è libera, diciamo che facciamo un po’ quello che ci pare, nel bene e nel male.
Forte – In 18 anni circa duecento titoli, di ogni genere e nazionalità. È una forza, no?
Divertente – Il rapporto con gli artisti rimane sempre il sale del lavoro de La Tempesta ed è sempre molto divertente. Cambiano i tempi, cambiano i modi, rimane la musica.

Come e quando nasce La Tempesta?

Nel 2000 per esigenze legate al gruppo Tre allegri ragazzi morti, che è anche il mio gruppo. Avevamo voglia di fare di testa nostra.

 

Qual è stato il primo artista/gruppo prodotto da La Tempesta?

Il primo è stato Giorgio Canali, poi, subito dopo, Moltheni. Giorgio ci stupì, dicendoci che il suo album (l’omonimo del 2004) sarebbe uscito con noi, non ci avevamo ancora pensato ad aprire la nostra società ad altri. Da lì è partito tutto.

 

Quanto e come è cambiata La Tempesta dai suoi primi giorni a oggi?

Una parte del cambiamento è andata di pari passo col mutamento del modo di produrre e distribuire musica che ha stravolto la nostra generazione. Per il resto la situazione è rimasta tutto sommato simile.

 

Immagino che, quotidianamente, arrivino a La Tempesta moltissime richieste, tantissime proposte d’ascolto. Come scegliete gli artisti da produrre?

È davvero difficile rispondere a tutti. L’abbiamo fatto per un po’ di anni ma ora, sinceramente, non ci riusciamo più. Scegliamo di solito sempre per una forma di passaparola. Cioè: qualcuno ci dice che c’è qualcosa di buono in giro e noi ci incuriosiamo e ci avviciniamo.

 

Che cosa succede quando trovate un artista interessante? Gli fate un contratto?

No, non facciamo contratti, solo accordi verbali e posizioni semplici. Fino ad ora non abbiamo mai avuto problemi, ciò non toglie che un giorno cambieremo, ma per ora è così.

 

Che cosa significa essere un’etichetta indipendente? Che ruolo gioca nel mercato discografico un’etichetta indipendente?

Come un po’ in tutto il mondo, le indipendenti sono le case di produzione più libere che ripongono fiducia in progetti generalmente difformi rispetto al mercato principale. Nel momento in cui queste proposte raccolgono un buon pubblico vanno ad occupare posizioni nel mondo “reale”. Per questo sono importantissime!

 

Quanta importanza hanno i social per il tuo lavoro? Come vengono utilizzati a La Tempesta?

Sono molto importanti, chiaramente. Anche se negli ultimi mesi ho notato una sorta di disaffezione. Comunque, la pagina Facebook de La Tempesta è gestita da tutti gli artisti (un collettivo di amministratori) e alle volte io stesso vado lì a vedere cosa succede! Ahahaha!

 

Nel corso del Master in Marketing e Comunicazione per la Musica, organizzato dalla Napier Academy a Milano, Enrico Molteni presenterà il mondo – e le dinamiche di funzionamento – della produzione indipendente, attraverso il caso de La Tempesta Dischi.

 

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