L’8 gennaio 2026, la giudice federale Denise Cote ha respinto la causa intentata da Salt-N-Pepa contro Universal Music Group per la proprietà dei loro master recordings. La sentenza stabilisce un precedente significativo per gli artisti che tentano di rivendicare i propri diritti sui master dopo 35 anni dalla pubblicazione.

I Fatti: Cosa È Successo

Cheryl “Salt” James e Sandra “Pepa” Denton avevano citato in giudizio UMG nel maggio 2025, invocando la Sezione 203 del Copyright Act del 1976. Questa norma consente agli autori di terminare le cessioni di copyright dopo 35 anni dalla pubblicazione originale.

Il duo aveva inviato le notifiche di terminazione nel 2022, rivendicando la proprietà delle registrazioni realizzate tra il 1986 e il 1990, inclusi successi come “Push It” e “Let’s Talk About Sex”.

La giudice Cote ha accolto la mozione di UMG per il rigetto della causa, stabilendo che le artiste non avevano dimostrato di aver mai posseduto i copyright dei master.

Il Nodo Giuridico: Work-for-Hire

Il punto centrale della sentenza riguarda la struttura contrattuale originale. Nel 1986, Salt-N-Pepa firmarono un accordo con Noise In The Attic Productions (NITA), la società del produttore Hurby Azor. I master furono poi concessi in licenza a Next Plateau Records.

La giudice ha evidenziato che “nessuno dei contratti identificati dalle querelanti indica che abbiano mai posseduto i Master Tapes”. La proprietà era di NITA, non delle artiste.

Questo dettaglio è decisivo: la Sezione 203 permette di terminare solo le cessioni di copyright eseguite dall’autore stesso. Salt-N-Pepa non possono terminare una cessione fatta da NITA, anche se erano le performer delle registrazioni.

UMG ha inoltre sostenuto che le registrazioni costituivano “works made for hire” – opere realizzate su commissione – escludendo qualsiasi diritto di rivendicazione futura.

Le Reazioni

UMG ha commentato duramente: “La causa non avrebbe mai dovuto essere intentata. Abbiamo fatto molteplici tentativi di risolvere la questione amichevolmente, senza alcun obbligo legale di farlo”.

Salt-N-Pepa hanno annunciato l’intenzione di appellarsi: “Non siamo d’accordo con la decisione della Corte e intendiamo perseguire i nostri diritti in appello”.

Durante la cerimonia di ingresso nella Rock & Roll Hall of Fame nel novembre 2025, le artiste avevano denunciato che la loro musica era stata rimossa da tutte le piattaforme streaming a causa della disputa. “I fan non possono nemmeno ascoltare la nostra musica in streaming”, aveva dichiarato James.

Il Contesto: La Battaglia per i Master

Il caso Salt-N-Pepa si inserisce in un dibattito più ampio sulla proprietà dei master recordings. Artisti come Taylor Swift, che ha scelto di ri-registrare i propri album per aggirare il problema, Anita Baker e Snoop Dogg hanno combattuto pubblicamente per il controllo delle loro registrazioni.

Negli anni ’80, molti artisti – in particolare giovani artisti afroamericani nella nascente scena hip-hop – firmarono contratti che offrivano accesso immediato all’industria al costo della proprietà a lungo termine. La struttura con società di produzione intermediarie, come nel caso NITA, era comune e ora si rivela un ostacolo insormontabile per la rivendicazione dei diritti.

Il tema della proprietà dei master si intreccia con le discussioni sulla distribuzione delle royalties e sui modelli di compenso nell’era streaming, dove il valore dei cataloghi storici è aumentato significativamente.

Implicazioni per l’Industria

La sentenza crea un precedente rilevante per altri artisti legacy con strutture contrattuali simili:

  • Proprietà diretta necessaria: per invocare la Sezione 203, l’artista deve dimostrare di aver posseduto direttamente il copyright e di averlo poi ceduto
  • Società intermediarie: la presenza di production company o entità terze nella catena dei diritti può bloccare qualsiasi tentativo di rivendicazione
  • Work-for-hire: la dottrina del lavoro su commissione rimane uno scudo efficace per le etichette

Per gli artisti contemporanei, la lezione è chiara: la struttura contrattuale iniziale determina le opzioni future. Una volta ceduta la proprietà a una società terza, le vie legali per recuperarla sono estremamente limitate.

Cosa Significa per gli Artisti Italiani

Sebbene il Copyright Act sia legge statunitense, le implicazioni riguardano anche il mercato italiano per diversi motivi:

  1. Contratti internazionali: artisti italiani che firmano con major americane sono soggetti a strutture simili
  2. Precedente globale: le decisioni delle corti USA influenzano le pratiche contrattuali dell’intera industria
  3. Consapevolezza: il caso evidenzia l’importanza di comprendere la proprietà intellettuale prima di firmare

Salt-N-Pepa, primo gruppo rap femminile a vincere un Grammy (1995) e secondo act hip-hop femminile nella Rock & Roll Hall of Fame dopo Missy Elliott, rappresentano una generazione di artisti che ha costruito l’industria senza poterne controllare i frutti economici a lungo termine.

L’appello annunciato dalle artiste potrebbe ribaltare la decisione, ma il percorso legale rimane in salita. Per ora, i master di “Push It” restano a Universal.

Fonti: Variety, Rolling Stone, Music Business Worldwide