Da Rockit al MI AMI Festival, l’intervista a Chiara Longo

Chiara Longo è caporedattrice di Rockit.it e collabora alla direzione artistica del MI AMI Festival. In un’intervista, Chiara ci racconta del portale, del festival e del suo lavoro.

Chiara Longo è caporedattrice di Rockit.it e collabora alla direzione artistica del MI AMI Festival. In un’intervista, Chiara ci racconta del portale, del festival e del suo lavoro.

Chiara Longo  speaker al Master in Marketing e Comunicazione per la Musica della Napier Academy, illustrando il funzionamento della testata musicale online più influente d’Italia. nell’attesa, Le abbiamo chiesto di raccontarci il suo lavoro.

Quando è nato Rockit? Quante persone facevano parte della redazione all’epoca?

Rockit è online dal 1997. Il sito è nato dalla passione comune per la musica di Stefano Bottura e Giulio Pons che, da studenti universitari, crearono una fanzine cartacea: era un proto-Rockit distribuito tra i banchi universitari, la cui redazione era costituita da quattro o cinque colleghi d’università.

Quante persone lavorano in Rockit oggi? Quanto è cresciuto?

La redazione attualmente è costituita da tre redattori e da me, più una rete di collaboratori che lavorano da remoto estesa sull’intero territorio italiano. Sono circa una sessantina e si occupano di tutti i contenuti che produciamo quotidianamente: le recensioni, gli articoli di approfondimento, le news.

Che cos’è il MI AMI Festival e che ruolo ha Rockit?

Il MI AMI Festival è il festival di Rockit. È nato nel 2005 con la prima edizione tenutasi all’ex Paolo Pini, al parco dell’ospedale psichiatrico di Milano. Il MI AMI dura due giorni – di solito quelli dell’ultimo weekend di maggio – ed è il posto in cui portiamo dal vivo ciò che ci ha più interessato e impressionato durante l’anno.

Come scegliete gli artisti per il MI AMI Festival?

Rockit è la base editoriale attraverso cui teniamo accesi i nostri riflettori su quanto accade nella musica italiana: scegliamo quali artisti – dagli emergenti agli headliner tradizionali – portare sui palchi del MI AMI. Cerchiamo sempre le cose più belle, le novità e le anteprime.
Ci siamo dati un’unica regola: lo stesso artista non può esibirsi per due anni di seguito.

Che impatto hanno avuto i social network sul sito?

Ci siamo dovuti adattare a livello di linguaggio. Tutti i nostri contenuti classici ci sono sempre, ma occorre sviluppare anche progetti su misura per i social. Si pensi a Instagram, per esempio: è costituito unicamente da immagini e ciò ti porta a dover elaborare un linguaggio e uno stile comunicativo ad hoc.

Secondo te, oggi, una fan page Facebook o un profilo Instagram rischiano di avere più peso del sito a cui fanno riferimento?

I social sono il megafono con cui veicolare i contenuti al lettore: oggi i lettori tendono ad atterrare sui contenuti di un sito tramite social network e non più attraverso la navigazione della home page. Il rapporto diretto che i social media ti permettono di avere con i lettori è molto d’aiuto per rimanere sempre coerenti con la propria identità editoriale: le reazioni degli utenti sono un termometro che misura come e cosa stai facendo e, nel caso, ti permettono di aggiustare la rotta in corsa.

Che cosa vuol dire essere caporedattrice di Rockit?

La prima cosa che faccio al mattino è controllare i contenuti che mi sono arrivati dai collaboratori che lavorano da remoto. Successivamente comincia la caccia alle news quotidiane.
Il resto della mia giornata lo passo ad ascoltare streaming, a guardare video e a valutare le proposte che ci arrivano dagli uffici stampa e dalle band per capire cosa c’è di nuovo e di interessante da pubblicare.

Qual è il livello di preparazione e di competenza di chi opera nell’ambito dell’editoria musicale online?

È sotto gli occhi di tutti che, spesso, dietro siti e blog ci sono giovani appassionati che non sempre hanno una solida preparazione di tipo editoriale o musicale alle spalle. Ma, di frequente, queste persone hanno qualcosa di interessante da dire. Ecco perché, quando qualcuno si propone per una collaborazione, io do una chance quasi a tutti. Il ruolo del caporedattore di Rockit è anche quello di fornire ai propri collaboratori gli strumenti per migliorare.

Che cosa proponi ai nuovi collaboratori?

Ai nuovi collaboratori generalmente propongo una recensione di 3 o 4 dischi, non solo di uno perché così ho l’opportunità di capire in che cosa funzionano meglio e posso, nel caso, correggere il tiro. Perché può anche accadere che io possa sbagliare ad assegnare loro un album.

Che cosa consiglieresti a chi volesse cominciare a fare il tuo lavoro?

Prima di tutto, consiglio sempre di leggere molto perché, leggendo, si capiscono tantissime cose. In seconda battuta, suggerisco di ascoltare tanta musica, anche al di fuori di quelli che sono i propri gusti personali, perché ti permette di conoscere più cose e di fare collegamenti più esaustivi.

Chiara Longo sarà uno degli speaker del Master in Marketing e Comunicazione per la Musica che si terrà a Milano.

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